Un sacco dell’immondizia per innamorarsi… della lettura!

lettura 01Abbinare l’immagine di un libro a un sacco dell’immondizia è qualcosa di terribilmente inopportuno. Se poi a proporlo è un’insegnante di italiano, allora lo scandalo è certo.  Eppure è successo.

Ricordo l’impatto che ebbe in una classe questa mia affermazione, nel dettare l’orario interno delle materie: “Venerdì alla sesta: lettura! Ricordatevi di portare un sacco grande della spazzatura”. I ragazzi rimasero col punto interrogativo per tutta la settimana: sentivo a ricreazione chiedersi l’un l’altro chi lo avrebbe portato (e giù una risatina). Quel venerdì, all’ultima ora, entrai puntualissima, presi il registro e sulla porta chiesi loro di seguirmi con il sacco. Non tutti lo avevano. E chi, appunto, non si era arrischiato a fidarsi, rosicò non poco. Appena arrivati in cortile, che è un tutt’uno con il parco adiacente, invitai a stendere il sacco dove fosse loro più piaciuto: sull’asfalto, sotto un albero, sul prato. E su quello sdraiarsi comodi: supini, proni, con le gambe poggiate sul tronco di un albero, le mani intrecciate, gli occhi chiusi. Tirai fuori un libro e cominciai a leggere: lentamente, ad alta voce, passeggiando tra loro. La settimana dopo tutti avevano scelto un libro e nessuno, proprio nessuno, si era dimenticato il suo sacco.

Ecco io penso che la lettura- per cominciare a piacere- debba essere comoda: quanti di noi hanno iniziato a leggere aggrappati al palo di un autobus? Non è una battuta. Per molti alunni un’aula chiusa, quasi sempre angusta, intrappolati in un banco, ricorda un bus affollato alle 7.45 del mattino. Dobbiamo far riscoprire loro il piacere partendo dal piacere.

Quando leggo una favola a mia figlia piccola, non mi aspetto che si innamori della lettura, ma che abbini le sensazioni piacevoli di quel momento (il profumo, la voce, le braccia di sua mamma) all’avere un libro aperto vicino. Molti non hanno mai fatto questa esperienza, altri l’hanno archiviata nelle profondità della memoria. Un docente di lettere dovrebbe cercare di far nascere o riemergere quelle sensazioni. La storia personale di ciascun alunno, farà il resto.

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6 risposte a “Un sacco dell’immondizia per innamorarsi… della lettura!”

  1. Che bello questo tuo racconto… Mi sono immedesimata….avrei voluto essere tra i tuoi alunni!! Hai ragione che se si presenta così la lettura ai bambini o ragazzi sicuramente si coglie nel segno!

  2. Da ragazza vivevo in un piccolo paese meravigioso della Sicilia, ricco di tradizioni e abitato da gente vivace e accogliente. Tuttavia non c’era una libreria nè una biblioteca comunale. Io amavo la lettura, ma non avevo libri da leggere. Ricordo con grande gratitudine il mio maestro delle elementari che mi regalò il mio primo libro: Le avventure di Robinson Crusoe. Da allora non ho più smesso e oggi alle mie figlie ripeto sempre: libri più ce n’è meglio è.

  3. proessorè, nu te pozzu tire addhu leggu jeu, tutti li giurni, o nu giurnu si e unu no ci stau fiaccu, ma farci cosa se legge. Mo me leggu quiddhu ca scrivi te.
    Mè mo all’opara, scrivi n’addha cosiceddha te cusì crà’mmatina, ci tuttu vae bonu, te pozzu laggire.
    Saluti dal nord’africa

  4. Ahaa che prou! Diciamo a Genova. Che piacere ! Che senso di piacere che riemerge in me nel leggerti e cogliere che riesci a toccare pancia cuore a tempo. Grazie Gemma

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