Ultimo giorno di scuola

Scuola finita 02 piccolaMe li ricordo i miei ultimi giorni di scuola. Quello di quinta elementare resta indelebile. Con una mia compagna ci abbracciammo forte buttandoci a terra: sembrava che quell’addio dovesse aprire una voragine sul mio futuro: piangevo, ridevo e mia madre dovette trascinarmi tirandomi per la caviglia (ero molto teatrale da piccola!), mentre con la guancia strusciavo sul pavimento di graniglia: i buchini del marmo usurato mi solleticavano il mento, una delizia per me, che volevo vivere quell’addio da martire.

L’ultimo giorno di prima media, invece, fu un trauma. Mia madre aveva deciso di cambiarmi scuola, avvicinandomi al suo lavoro. Piansi molto quando me lo disse: ma come, ero riuscita a inserirmi così bene in quella classe! Trascorsi i primi pomeriggi di giugno a decidere il vestito e le parole con cui sarei uscita di scena. Sentivo il bisogno di sapere se e quanto sarei restata ancora amica di quelle compagne, se mi avrebbero ancora invitata alle feste e alle passeggiate a Colle Oppio. Ero pronta a immolarmi con tanto di saluti anche a quei compagni maschi che mi facevano dispetti, come Luca che diceva alla professoressa di matematica stritolandomi nell’abbraccio: “Ma io alla Faggiolina voglio troppo bene!” Anche lui avrei salutato teatralmente con pesanti lacrimoni. E fu così che mia madre mi tenne a casa, per evitare lo strappo. Ma la lacerazione fu più forte. E piansi tutta l’estate, inutilmente.

L’ultimo giorno del secondo liceo fu l’unico che ricordo con meno sapore: mi aspettava una lunga estate piena di appuntamenti e c’era l’attesa e il fermento del mio primo viaggio in Europa, in interrrail e autostop. Della nostalgia per i compagni e le mura scolastiche, nemmeno l’ombra!

Ho trascorso 18 anni a scuola come studente e 18 come docente: 36 ultimi giorni e mi emoziono ancora. Non per me, ma per i miei alunni, pensando a quel friccicorio che provano oggi, quando per tutto il giorno guarderanno l’orologio sopra la cattedra preparandosi all’urlo finale. Non per me, ma per mio figlio, che dopo il bacio stamattina, mi ha salutato così: -Ah ma’ ciao! Nun te preoccupa’ se torno fracico!

Like
Like Love Haha Wow Sad Angry
61

3 risposte a “Ultimo giorno di scuola”

  1. Sono anziana, ormai. Tuttavia i miei vari ultimi giorni di scuola li porto nel cuore, ancora adesso. Mi ricordo, e ne provo la sensazione fisica, quel profondo senso di solitudine e di smarrimento all’idea che per lunghi mesi(ed alla licenza liceale, forse per sempre), non avrei rivisto le mie compagne, tutte. Perchè tutte erano state importanti per me. Non avrei “ciacolato” più con loro; i piccoli, grandi segreti, la convinzione che il mio mondo apparteneva solo a loro ed alle quattro pareti di una classe, dipinta d’azzurro! Ancora oggi,( e ne sono passati di anni,!) con le mie amiche di scuola e di una vita, riviviamo quei momenti indimenticabili. Non sapevamo allora, che gli anni, le scelte, gli studi, gli amori, il lavoro ci avrebbero seminato nel mondo e che nel cuore di ognuno di noi sarebbe rimasto, indelebile e vivo il primo importantissimo sentimento di nostalgia e di separazione.

  2. Mi credi che non me ne ricordo manco uno? Una cosa è certa domani finisce mia figlia, non so se sia contenta o meno, di sicuro potrò dormire quella mezz’oretta di più ogni mattina…. forse
    Basta che non le prometto di andare al mare che altrimenti alle 7,00 viene accanto al letto urlando: papà sveglia che dobbiamo andare alla Purità e a Gallipoli vecchia dopo le 10 non si entra!!! Sabato scorso ore 9,30 io Linda il mare e niente altro!!!!

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.