Ordine e…contrordine!

Ordine e contrordine 01Sono due mesi che mi ostino a buttare il superfluo che continua ad attaccarsi strenuamente alle pareti di casa. Il fatto è che da sempre faccio spazio, “sacrificando” i miei ricordi di stoffa, carta, pezza, e immancabilmente quello spazio vuoto diventa subito territorio di conquista per gli altri cinque….

Accadeva anche da piccola. Spesso mia mamma istituiva un giorno preciso per sistemare a fondo la nostra stanza o lo stanzino adiacente -pieno di ogni oggetto del buon ricordo: fustini di lego profumati al Dixan, giochi di società ridotti ad una sola pedina, vestiti e maschere di carnevale e soprattutto le nostre opere d’arte in vetro, legno, das che impregnavano del loro odore di tempera e muffa finanche il corridoio.

In genere era il venerdì pomeriggio, a ridosso di qualche visita dei nostri cuginetti napoletani, che si procedeva al ripulisti. Bisognava fare “bella figura”. Oggi ho scoperto che questa “bella figura” ha assillato periodicamente anche le mie cugine, quando eravamo noi a scendere a Napoli. Ma allora non sapevamo nemmeno cosa significasse un sindacato e così avveniva spesso che l’abbraccio, che ci davamo rivedendoci, era appesantito anche dalla stanchezza di tutte quelle pulizie di Pasqua in loro onore! E da una punta di invidia su quelle camerette ordinatissime delle mie cugine, che davvero credevo riuscissero a giocare mantenendole intatte.

In quei venerdì pomeriggio, dunque, mamma si guardava un po’ in giro, raccoglieva una bambola qui con un sospiro, un libro là con gli occhi al cielo, snocciolava qualche giaculatoria sul perché le fossero capitate 3 figlie femmine disordinate e poi restava qualche secondo a fissarmi- io in apnea- prima di adularmi:” Fallo tu Gemma, perché… come lo fai tu non lo fa nessuna”

Allora per compiacerla -ho imparato presto come si fa a compiacere un genitore e vedo che la mia secondogenita ha la mia stessa precocità- iniziavo le mie campagne autunnali o primaverili: cassetti, ceste e armadi pieni all’inverosimile, svuotati senza pietà e ogni cosa passata sotto processo, il mio. In quelle campagne però, era davvero difficile convincere le altre sorelle alla resa senza condizioni.

Fu proprio in una di queste spedizioni che -per dimostrare quanto la vita continuasse a girare comunque senza necessariamente carte di caramelle imbalsamate, fogli accartocciati, orecchini spaiati- feci una strage dei miei ricordi più belli: lettere, cartoline, peluche addirittura il gesso firmato da un fidanzatino a 15anni!!!

Ci misi un giorno intero quella volta. E con orgoglio feci vedere quanto spazio avevo ricavato nella stanza. Ma la mia sorellona con quella schiettezza mista a candore che le è rimasta anche oggi, esclamò: “Brava. Così non c’è bisogno che lo faccia anch’io!”

A Napoli diremmo “cornuti e mazziati”, ma a me piace essere più soft. E sulle note di De André, ripeto ancora oggi la ballata… di quei ricordi perduti. Forse davvero inutilmente.

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Una risposta a “Ordine e…contrordine!”

  1. Bello e malinconico, come sono i passaggi obbligati del tempo. Comunque ho capito che nei ricordi “conservati” c’è,spesso,un fascino ed una magia molto inferiore ai ricordi degli occhi e del cuore che li puoi rinnovare anno dopo anno in quell’attimo fuggente che ti riporta, a volte non sai neanche perché,ad un viso, un sorriso, una festa, un distacco.

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