Lettera di Natale ai miei alunni

Roma, 20 dicembre 2018

Carissimi Alunni di prima e seconda media,

mi perdonerete se non scrivo tutti i vostri nomi, uno per uno, ma siete solo settanta!

Questa lettera è il mio augurio di Natale per voi, per ciascuno di voi. Fate tesoro di questi giorni di riposo dal ritmo scolastico.

Se non vi assegno compiti, non è per farvi fagocitare da Fortnite o da qualche altro gioco della playstation; non è per sapervi inchiodati h24 davanti alla televisione; non è per sbizzarrirvi in chat assurde, scambiandovi video di youtube.

Pensarvi in vacanza è immaginarvi liberi dai compiti perché possiate godere pienamente della vostra famiglia, del vostro tempo, dei vostri spazi: è una età assurdamente bella e tremendamente difficile, la vostra; i giorni che dedicate alle vacanze devono lasciarvi un segno forte, deciso, indimenticabile.

Non assegno compiti ma vi invito a giocare a tombola. Voglio scommettere sulla cartella di ciascuno di voi che riuscirete a vincere. Pronti?

Allora il primo numero estratto ve lo do io e sarà comune a tutte le vostre 70 cartelle: è il libro da leggere che vi ho consigliato. Leggetelo come e dove più vi piace: a mente o ad alta voce, seduti o sdraiati, magari anche in bagno, purché leggiate. Perché ciò che si legge a questa età diventa parte di voi, vi trasforma e vi rende migliori. Fidatevi!

Ambo, invece, lo vincerete impegnandovi -almeno una volta in queste vacanze- a fare una lunga passeggiata: voglio pensarvi intenti a camminare, e camminare e camminare…concentratevi sui vostri piedi, sul vostro respiro, sulla vostra capacità di andare avanti. Se potete farlo oggi, potrete farlo sempre nella vita: andare avanti, sempre!

Griderete di aver fatto terno, quando riuscirete a sistemare -uno di questi giorni- la vostra stanza, buttando tutto ciò che è brutto e conservando solo ciò che è bello. Osservate attentamente quello che avete accumulato in questi anni; perdete un po’ di tempo a rigirarlo tra le vostre mani e decidete: la vostra stanza deve richiamare in voi ogni giorno la bellezza, quella vera. Perciò armatevi di coraggio e scartate ciò che è brutto: scendete le scale di casa e buttatelo nei bidoni della spazzatura. Non lasciatelo fare ad altri. E ricordatevi: solo la bellezza salverà il mondo!

Se poi pensate di vincere anche la quaterna, allora il gioco si fa duro. Scegliete un giorno in cui i vostri genitori sono rilassati (so che alcuni di voi hanno solo un genitore o vivono con i nonni: funziona benissimo anche così, state tranquilli) e fate con loro un gioco di società cui nessuno di voi si è mai cimentato prima. Prendete il libretto delle regole e studiatele insieme, scontratevi sull’interpretazione della finalità e della modalità del gioco e poi immergetevi completamente in questo: non dovete lasciare fuori dal gioco neanche un vostro capello. Perciò spegnete tutti i cellulari, preparate scorte di sopravvivenza (panettoni, popcorn, coca-cola) e cominciate. Se riuscirete a giocare insieme fino alla fine, avrete traghettato voi e i vostri genitori nel paese più importante: il paese dei ricordi- quelli che non si dimenticano più, quelli per i quali- nonostante tutte le incavolature adolescenziali che vi aspettano nei prossimi anni- varrà sempre la pena lottare per salvare il rapporto con i vostri Matusa, costi quel che costi, perché in quel famoso Natale 2018 avevate giocato con loro a quel gioco assurdo e ne eravate usciti tutti più vivi!

Buona cinquina, ragazzi, a chi di voi riuscirà a scrivere in questo tempo di Natale una lettera. A voi di seconda ho spiegato bene la struttura, ma non è per questo che vi chiedo di esercitarvi. E’ perché nessuno scrive più e nella buca della posta – che un tempo si chiamava anche buca delle lettere!- arrivano solo puntuali bollette e pubblicità. Regalate allora una sorpresa! Scrivete una lettera ad un amico, un parente, un genitore, una maestra, un mister e raccontategli qualcosa di voi, qualsiasi cosa. Immaginatevi la sua sorpresa nel riceverla.  Abbiamo smarrito il senso profondo e liberante della sorpresa: ora che sapete bene da dove arrivano i regali di Babbo Natale, quanti di voi si sorprendono ancora per qualcosa? Imparate a regalare sorprese, perché farlo è un’arte, forse tra le più grandi che l’animo umano può inventare per rendere felice qualcuno! Sorprendetevi a sorprendere!

Stanchi? Manca solo la tombola. Quanti di voi la faranno? Non è facile: anche nel parlato quotidiano “fare tombola” significa vincere una fortuna. E allora qual è questa fortuna che vi chiedo di vincere? Farà tombola tra voi chi avrà il coraggio- perché di coraggio si tratta- di regalare  un pezzetto del proprio tempo a qualcun altro. Ciò che si regala non si perde, ma si acquista centuplicato ( anche se lo si scopre molto dopo, negli anni della maturità). Scegliete innanzitutto la persona -non deve essere necessariamente di famiglia- e regalatele un po’ del vostro tempo utilizzando obbligatoriamente questa formula: “Posso aiutarti?” Non dovrete barattare con nulla l’aiuto che offrite, né tantomeno contrattare il tipo di aiuto. E, soprattutto, non dite alla persona che offrite il vostro aiuto per fare tombola! Provate per una volta a stare in balìa della richiesta di un altro. Fare tombola significherà mettersi in gioco con i desideri dell’altro. Non è facile e non è per tutti. Ma mica tutti devono fare tombola. O no?

Ecco ragazzi. Io ho finito la lettera. Domani è l’ultimo giorno di scuola prima della vacanze e con alcuni di voi ho proprio l’ultima ora, la sesta, quella in cui si comincia a fare il countdown aspettando quel 10-9-8-7-6-5-4-3-2-1-ZEROOOOOO che vi tufferà  nelle vacanze! E’ tutta la settimana che siete eccitati e avete letto nei miei occhi la fatica di fare lezione alle vostre testoline in tutt’altre faccende affaccendate. Riposatevi ragazzi. Divertitevi. Ridete. Correte. E se vi ritroverete domenica 6 gennaio a non essere riusciti in tempo a vincere nemmeno un ambo dalla tombola che vi ho proposto, non scoraggiatevi. Ci sarà un altro Natale e un altro ancora per provare a voi stessi che la vostra presenza in questo mondo sta facendo la differenza, che la vostra nascita non è stato frutto del caso, che potete e volete essere grandi…da grandi! E se il 6 sera vi addormenterete anche e solo con questo pensiero in tasca, state tranquilli: avete fatto tombolicchio!

 

Buon Natale!

La vostra prof Gemma Faggioli

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