Lettera a una maestra di danza

Carissima Maestra di Danza,

premetto che ho grande stima di te per la tua motivazione e la tua professionalità. Ma non mi vergogno a dirti che, con un mutuo di 900 euro mensili e 4 figli, il saggio di fine anno per le mie figlie Anna e Lucia al prezzo di 200 euro per la prima e 160 euro per la seconda sarà precluso.

So che i soldi non vanno a te ma alle seguenti voci:

  • affitto teatro,
  • SIAE diritti musicali d’autore,
  • permesso sicurezza vigili del fuoco,
  • assistenti di scena per tenere i bambini dietro le quinte e come ausilio ai cambi di costume,
  • mascherine assistenti di platea per accoglienza,
  • fotografo professionale e video,
  • 2 costumi per ogni corso con accessori e acconciature,
  • 2 fotografie (le altre possono essere ordinate ognuno al costo di 3.00 euro che andranno interamente al fotografo),
  • Montaggio e Dvd video (non potranno essere effettuate riprese e foto le mascherine si assicureranno di ciò perché nelle foto professionali e nei video potrebbero vedersi flash e cellulari accesi),
  • 4 biglietti per nucleo familiare (gli altri potete acquistarli a 10.00 euro).

So anche, cara Maestra, che hai cercato il teatro più economico. Ma anche così, 360 euro per noi sono una cifra astronomica e impossibile da racimolare per un saggio di danza.

Detto questo, ci tengo anche a chiederti la gentilezza affinché a partire da gennaio, mese in cui comincerete a lavorare alla scenografia e al saggio finale, le mie figlie ricevano le stesse attenzioni di tutte le altre bambine perché -come tutte- versano la mensilità per imparare la danza. E non vorrei che fossero messe da parte o relegate sul fondo, semplicemente perché i loro genitori hanno difficoltà economica.

So che non dipende solo da te, cara Maestra di danza, se i costi dei teatri sono questi, ma che lo dobbiamo anche e soprattutto al bombardamento mediatico e alle regole del mercato, che ci tengono a convincere prima e trasformare poi le nostre bambine, fin da piccole, in minuscole star.

Sono docente di lettere di scuola media da 20 anni e ho visto, negli anni, la pressione crescente con cui il settore della danza, della ginnastica ritmica, del pattinaggio schiaccia molti genitori -costringendoli a sacrifici e debiti silenziosi.

Allora mi domando: si può continuare ad insegnare la danza senza un saggio finale a teatro?

Possiamo noi genitori continuare ad essere orgogliosi dei nostri figli, senza necessariamente stare seduti sopra una poltrona di velluto rosso?

Possono le nostre figlie andare fiere di essere ballerine in erba, incorniciando la foto scattata a livello amatoriale dal nonno?

Possono le bimbe esibirsi con lo stesso body in cui hanno “sudato” il loro sacrificio tutto l’anno?

Io penso di sì. Io penso che lo sport artistico debba allearsi con l’educazione ai valori fondanti la persona: valori che rendano ragione della crescita costante e all’unisono di mente corpo cuore e volontà dei nostri figli. E non della crescita del loro ego infantile. Facciamo sacrifici per rendere i nostri figli adulti e non eterni bambini.

Andiamo controcorrente. Rendiamo pubblico il nostro disappunto per questo mercato globalizzato dei nostri fenomeni.

Quando è tornata a casa mia figlia Lucia -dopo il saggio di danza tenuto gratuitamente nel teatro di una scuola di quartiere- ho pensato abbracciandola: “È nata una stella!”

Ed è stato meraviglioso pensarlo senza vederlo scritto sui giornali!

Gemma Faggioli Piro

Like
Like Love Haha Wow Sad Angry
1331

Una risposta a “Lettera a una maestra di danza”

  1. hai ragione Gemma il dio denaro talvolta rovina tanti bei momenti come ad esempio il saggio di fine anno….. capisco un piccolo contributo, ma non le cifre esorbitanti che citi e che ahimè sono diffuse in moltissime scuole di danza…..

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.