La signora del balcone accanto

Al balcone 01Quando ero piccola abitavo in una casa molto grande in via Merulana. Una casa piena di porte, corridoi, sgabuzzini, scale in legno e a chiocciola di ferro. E poi finestre e balconi. Una casa da sogno: un sogno in affitto. Giocare in quella casa mi bastava: potevo sgattaiolare su e giù, da un lato all’altro del corridoio. Evitare un battipanni facendo lo slalom tra le porte; atterrare sulla panca in tinello, scavalcando la finestra della camera e sbucando dal balcone del salotto; rinchiudermi nello sgabuzzino al piano di sopra, dove i regali di Natale sostavano già da agosto sotto lo scaffale dei romanzetti rosa di mia nonna.  Anche l’ingresso era grande, e non soltanto perché ero piccola io.

Tra i mille giochi che noi sorelle inventavamo, uno è rimasto più caro al mio cuore. Giocare alle signore –a casa Faggioli- era speciale: sì, perché ognuna di noi sceglieva una finestra o un balcone e da lì, rimbombando le voci nel cortile interno, chiacchieravamo. Che privilegio! Un balcone per uno e ci sembrava davvero di stare ciascuna a casa propria. Su quei balconi, uniti insieme dai colori dei panni stesi tirati con il filo da sempre arrugginito all’estremità, la nostra fantasia prolificava, soprattutto al tramonto, quando dall’ultimo piano il cielo romano ci toccava e i nostri risolini raggiungevano i gatti, che sulle lastre di vetro e cemento dei cortili, si volgevano col muso all’insù per scovarci.

Sono passati più di 30 anni, ho una casa decisamente più piccola: due balconi e tre finestre. Un sogno questa volta mutuato. Ma ripenso ancora a quei balconi e alla gioia frizzante di quelle chiacchiere. E ho scoperto che spesso su facebook mi tolgo questo sfizio: in fondo non gioco ancora alle signore, quando chatto con l’inquilina del primo piano, o quando clicco un mi piace all’amica che mi abita di fronte?

Balconi e chiacchiere, chiacchiere e balconi!

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3 risposte a “La signora del balcone accanto”

  1. Gemma grazie!!! Oggi sono a lavoro…17 ore in terapia intensiva e ora dopo 7 ore.. una pausa.. ed eccomi tra quei corridoi e su quei balconi e’ come essere investiti da un vento frizzante che sa di primavera e di sorrisi, di tramonti e d’innocenza…sono di nuovo nel cortile di casa mia, sotto le finestre di nonna o sdraiata sul letto con “Piccole Donne”. Grazie perche’ raramente una pausa vale tanto!!! Alla prossima

  2. ciao Gemma chissà cosa proveresti a rivedere lo stesso appartamento con gli occhi da adulta! Forse sembrerebbe tutto più piccolo…
    . però confermo che l appartamento è decisamente bello…. i gatti invece non ci sono più!

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