La mia prima scommessa

Gemma piccola 01Ho iniziato a scrivere come tutti in prima elementare.  Mi ero intestardita a cominciare la scuola a cinque anni. Alla materna mi annoiavo, ma la verità probabilmente è legata alla gelosia verso mia sorella che frequentava la scuola dei grandi. L’altra sorella più piccola già a quattro anni leggeva qualcosina. Io no. Giocavo molto con i lego, le macchinine e mi occupavo di quattro bambole: Carolina, Carlotta, Billy e Tilly. Mia madre era quindi molto perplessa della mia richiesta, ma decise di mettermi alla prova, convinta che avrei rinunciato. Così prese appuntamento con la direttrice, una suora che proprio quel settembre avrebbe cominciato la prima. La scuola si trovava in via Mecenate, ma quel primo incontro si svolse in convento, sul lato opposto. Varcammo il portoncino di via Poliziano e ci ritrovammo in un andito buio: oggi, appena si entra, si accende automaticamente una luce. Ma allora tutto era in penombra: davanti a me una scalinata.  Salimmo fino all’androne, che dava su un giardino meraviglioso, chiuso da una porta a vetri, l’unica luce reale. Madre Agostina era già là, le spalle alla vetrata: una donna anziana, abbastanza alta e piazzata, vestita di scuro. Con piglio severo incrociò le braccia e alla presentazione di mamma, marcò lentamente la domanda: “Allora sei tu che vuoi andare in prima?” Ero così piccina che, al mio sì deciso, dovette chinarsi per guardarmi bene in faccia. Sciolse le braccia, avvicinò il suo volto al mio e istintivamente mi misi dritta, sollevandomi sulle punte. Fu in quel momento che ci riconoscemmo: la maestra perfetta per me, l’alunna del cuore per lei. Non ho mai saputo cosa convinse Madre Agostina a prendermi. Io lessi nei suoi occhi seduta stante quel guizzo di intelligenza e umorismo che conoscevo bene in famiglia. Quello sguardo lo porto dentro da quarant’anni e ancora oggi, ogni volta che metto piede in una scuola, mi fa sentire a casa.

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6 risposte a “La mia prima scommessa”

  1. Mi ricordo di te, piccola. Quello sguardo acuto e maturo per una scricchiolo qual’eri, ti metteva, a volte, quasi a disagio. Sapevi che poteva giudicarti e non sempre era facile pensare di esserlo da una bimbetta piccola solo d’età e di statura! Facesti, allora, la scelta giusta. Oggi sei una donna matura e con un ricco bagaglio di esperienze alle spalle. Ed è straordinario pensare che quella scelta fu dovuta ad uno scambio di occhiate nella penombra di una vecchia scuola!

  2. Prof ma perché non scrive un libro da pubblicare?? ha un mano meravigliosa uno stile fresco leggero ma accattivante allo stesso tempo …. Io sarei tra le prime ad acquistare il suo libro !!! Ci pensi …. Non vedo l’ora di leggere altro articoli sul suo blog

  3. Io me la ricordo così, un viso giovane e fresco, una donna solare e piena di gioia nel cuore. Quasi coetanee e in comune la condivisione di una stanza, quella che è stata poi la nostra casa per mesi. Me la ricordo così, mentre mi spronava a riprendere gli studi, mentre mi aiutava a vincere la paura di non farcela! Mi ricordo le nostre strade separarsi e poi ad un certo punto incontrarsi…lei insegnante ed io allieva. Lei Gemma la mia insegnante più cara a cui devo davvero tanto, molto.

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