La mia fede al tempo del coronavirus

A tutti coloro che si lamentano di non poter ricevere la SS. Eucaristia, che criticano le restrizioni che ha stabilito la CEI, ricordo che per secoli la Chiesa ha donato uomini e donne che della Comunione si cibavano raramente, poiché non era consuetudine in quei periodi storici: eppure hanno vissuto un rapporto così intenso e fecondo con Dio da essere proclamati santi.

In queste giornate, rispolveriamo la lettura sapienziale di questi uomini e di queste donne. Magari per accorgerci della preziosità mai scontata dell’Eucaristia. Pensiamo – per restare a oggi- a quanti giorni Asia Bibi è vissuta in prigione senza poter assistere alla celebrazione di una Messa; a come la sua fede non si sia affievolita ma rafforzata.

Rispolveriamo il nostro credo nello Spirito Santo-  che è il creativo per eccellenza e sa di cosa abbiamo bisogno quando la Messa si celebra a porte chiuse.

I sacerdoti delle nostre chiese oggi sono piccoli Mosè che salgono sul monte (a porte chiuse) e restano lì con le braccia alzate in preghiera fino al termine di questo periodo. Per loro dobbiamo pregare, perché la nostra fede sorregga le loro braccia in questo isolamento. Così come deve sorreggere le braccia di coloro che per amore o per dovere continuano a lavorare in ospedale senza riposo.

Non lamentiamoci. Ci sono stati tempi peggiori- che noi non abbiamo vissuto. Viviamo il più possibile serenamente le restrizioni- anche se ci sembrano così assurde.

E soprattutto non facciamo dell’apologia sul coronavirus: Dio non manda il male nella storia. È una concezione semitica mutuata dai popoli pagani con cui i nostri antenati sono entrati in contatto. Dio non ha mai chiesto ad Abramo di ammazzare suo figlio Isacco. È Abramo che -guardando alle usanze degli altri popoli- ritiene suo dovere ucciderlo per compiacere Dio. Ma il Signore ha fatto nascere Isacco per la vita non per la morte. Dio non manderebbe mai un castigo, una peste, un coronavirus. Se questa fosse la sua pedagogia per farci crescere, perché farsi uccidere in croce in cambio della nostra salute (=salvezza)?
A noi la scelta in chi credere. Io continuo a credere al Signore, amante della vita. Sempre e comunque.

Gemma

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